mercoledì 27 marzo 2019

Il mio discorso di apertura di OMC2019

Un caloroso benvenuto a tutti gli ospiti di OMC per questa nuova edizione nella nostra splendida Ravenna, una città di cui sono certo vi innamorerete!
La storia di Ravenna inizia nel 27 a.C. quando l’imperatore Augusto la rese, per la sua posizione strategica, una città portuale. Nel V e VI sec. d.C., come capitale dell’Impero Romano, la città divenne un crocevia in cui le culture bizantina e romana si sono mescolate per lasciarci una straordinaria ricchezza artistica, con ben otto monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
A questi si aggiunge un’offerta museale straordinaria , la Biblioteca Classense, dotata di un patrimonio librario tra i più importanti del mondo e siti archeologici di grande rilevanza.
Qui potete trovare molte iniziative culturali internazionali, tra queste il celebre Ravenna Festival, una delle più affermate manifestazioni musicali europee e la Trilogia d’Autunno, rassegna di opera lirica.
Ravenna è una città storicamente aperta e vocata all’accoglienza, nel 1318 ospitò il poeta Dante Alighieri esule, fino alla sua morte nel 1321. La presenza del Sommo poeta è viva nella città di oggi che si appresta ad affrontare nel 2021 la sfida delle celebrazioni del VII centenario dalla morte di Dante, rendendo la sua figura simbolo di apertura al mondo.La città ha dunque una tradizione di mare e un rapporto con la portualità con radici profonde. Anche nella sua storia recente Ravenna ha creato attorno al mare una parte significativa della propria identità e della propria economia.
Il porto di Ravenna si configura come uno dei più importanti scali industriali dell’Adriatico. Nell’ambito della rete trans europea dei trasporti (TEN-T network), lo scalo è toccato da due dei nove corridoi totali Mediterranean e Baltic – Adriatic e rientra nella ristretta lista degli 83 “core ports”europei.
Per il nostro porto abbiamo di recente raggiunto una svolta storica presentando con il progetto Hub portuale di Ravenna che offrirà la certezza dell’approfondimento dei fondali alle imprese e ai tanti investitori che guardano con interesse allo scalo di Ravenna, e garantirà la realizzazione di alcuni investimenti importanti come ad esempio quello del nuovo terminal container.
Nei rapporti con la Cina, l’Asia e il Medio Oriente e nella nuova Via della seta il porto di Ravenna, anche grazie all’approfondimento dei fondali, è pronto ad assumere una centralità strategica e la città ha tutte le caratteristiche per giocare un ruolo da assoluta protagonista nelle relazioni commerciali, industriali e culturali fra Unione europea e far east.
Due sono le grandi vocazioni industriali della città: la chimica, da sempre parte del suo dna, soprattutto nel campo degli elastomeri e dell’economia circolare.
Ravenna è poi punto di riferimento nel mondo nel settore dell’estrazione di gas naturale, dell’offshore e delle attività marittime, campi in cui si candida a diventare un centro internazionale di ricerca.
Portualità, logistica, trasporti, economia circolare, chimica ed energia, questi sono i principali temi alla base delle politiche industriali dell’amministrazione.
Ad esempio fin da subito abbiamo lavorato moltissimo per alleggerire la burocrazia, snellire gli strumenti urbanistici e consentire alle imprese, che intendono investire qui, di poterlo fare in tempi brevi.
Sempre più spesso mi capita di ricevere manager che si trovano davanti alla scelta di investire nel nostro territorio, oppure all’estero. Ecco io credo fermamente che uno dei nostri compiti di amministratori sia quello di saper dare risposte per fare in modo che quell’investimento si realizzi sul territorio, poiché spesso questo significa mantenimento o nascita di posti di lavoro.
L’amministrazione ha strutturato in questi anni un vero e proprio programma di politica industriale, stimolando un permitting più veloce, dialogando con le aziende che intendono investire sul territorio e favorendo lo sviluppo di idee progettuali.
In questo senso diverse importanti aziende stanno investendo oggi su Ravenna: le multinazionali della chimica Yara, Orion Carbon ed Eni-Versalis – Syndial, la Pir (Petrolifera italo rumena) con l’istallazione dell’impianto di stoccaggio di GNL – Rosetti Marino e Marcegaglia con i recenti progetti di ampliamento.A fianco delle politiche industriali, l’amministrazione, in concerto con l’Università di Bologna – Campus di Ravenna – ha messo in campo importanti politiche formative che possano offrire una risposta di alta specializzazione alle esigenze del mercato. Nascono con quest’obiettivo, la laurea magistrale in Offshore engineering, il nuovo indirizzo Trasporti, logistica e sistemi portuali del corso di laurea triennale in Giurista d’impresa e delle amministrazioni pubbliche e il Master di primo livello in Diritto marittimo, portuale e della logistica. percorsi formativi che rappresentano un unicum nel panorama universitario italiano.L’edizione 2019 di OMC, Espandere l’Energia Mediterranea: garantire la crescita regionale, ha un titolo eloquente che mette in luce le grandi opportunità che in campo energetico offre il Mediterraneo e nel contempo celebra il ruolo fondamentale dei territori nel saperle cogliere: una sorta di genius loci dell’energia, per aprirsi al mondo è necessario valorizzare le identità dei singoli territori.
Nel dibattito sulla transizione energetica credo che l’Emilia-Romagna, con le sue quasi mille aziende riconducibili all’industria upstream (che occupano più di dieci mila addetti e che generano un indotto che supera i centomila lavoratori), e in particolare la città di Ravenna, con il 13% delle aziende e il 29% dell’occupazione regionale del settore, possano rappresentare un riferimento.
La comunità emiliano-romagnola, grazie all’esperienza, il know-how, le università e i centri di ricerca, è stata storicamente capace di affrontare con un approccio costruttivo il tema delle estrazioni di gas naturale, gestendole in condizioni di massima sicurezza, sostenibilità e nel rispetto della normativa europea sulla tutela del mare Mediterraneo ed è stata capace di coniugare la tutela dell’ambiente marino, della costa, delle attività turistiche e le tante bandiere blu con le istanze socio-economico-industriali. E nel contempo si è distinta in ambito nazionale anche per i livelli e i ritmi di sviluppo delle energie rinnovabili, con particolare riferimento al fotovoltaico, alle biomasse, al biogas e alle sue possibili evoluzioni verso il biometano.Ecco da qui si deve partire per affrontare seriamente il tema della transizione energetica. Il gas naturale, la fonte fossile più pulita che esiste, è la risorsa chiave nel processo che ci potrà condurre verso l’utilizzo privilegiato delle energie rinnovabili.
La stessa European Energy Security Strategy della Commissione Europea propone di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico con la produzione locale di energia puntando sul cosiddetto mix energetico, costituito dalla coesistenza del gas naturale unito alle rinnovabili; definendo dunque piena complementarietà tra le diverse fonti energetiche.

Il nostro paese è caratterizzato da un alto fabbisogno energetico ed è stringente la necessità, da una parte di mettere in campo politiche serie di risparmio energetico per ridurre considerevolmente i consumi, dall’altra di valutare in modo lucido e scevro da dietrologie le opportunità che offre il Mediterraneo per raggiungere in questo campo un livello di autonomia maggiore per l’intero sistema Paese.
L’approvvigionamento energetico è dunque il tema centrale del millennio, siamo chiamati a cambiare radicalmente la modalità con la quale produciamo energia.
I due grandi obiettivi dei prossimi anni saranno da una parte quello di ottenere energia con il minor impatto possibile sull’ambiente e dall’altra ottenere energia a un costo il più basso possibile.
Il combinato disposto di questi due obiettivi ci porta a dover investire con forza sul mix di energie rinnovabili e gas naturale, abbandonando progressivamente tutte le fonti maggiormente inquinanti. Dunque, in termini di politiche energetiche, il mondo dell’offshore è la grande risposta e il mare la grande opportunità.

In questo senso siamo molto preoccupati perché l’Italia è passata oggi da non avere una strategia energetica ad avere una strategia energetica sbagliata. Il nostro Paese deve scegliere tra i criteri scientifici e la demagogia. L’ abbandono dei criteri scientifici rischia di creare un danno enorme al comparto, di respingere possibili investimenti italiani e stranieri, ma soprattutto rischia di pregiudicare lo sviluppo energetico del nostro Paese.

Da OMC, una delle più importanti manifestazioni al mondo sull’energia, rinnovo l’appello a Governo e Parlamento italiano affinché venga subito abbandonata la strada che si è intrapresa con il Ddl semplificazioni approvato lo scorso gennaio e affinché si rimetta mano a tutta la normativa che riguarda le attività estrattive, collegando le autorizzazioni esclusivamente ad elementi di valutazione di carattere scientifico e ambientale.
Questo sia per tutelare il lavoro e l’occupazione in un settore strategico, ma ancora di più perché alle condizioni attuali una politica energetica nazionale ed europea può essere solo costituita dalla combinazione di investimenti sulle rinnovabili, estrazione di gas naturale italiano e importazione di gas da altri paesi.
Queste devono essere le tre grandi leve delle politiche energetiche italiane e bisogna cercare di agire soprattutto sulle prime due con l’obiettivo di ridurre la necessità di importare gas da paesi stranieri.

Ringrazio di cuore il sottosegretario Giorgetti per essere qui con noi oggi. La nostra comunità lo apprezza molto, sa che sulle sue spalle ci sono molte aspettative. Tutto il supporto tecnico e scientifico che questa comunità potrà offrire al Governo dell’Italia per prendere una strada diversa rispetto alle politiche sulle attività estrattive sarà messo da noi a disposizione. In Romagna siamo soliti apprezzare quasi di più chi sa correggersi rispetto a chi non sbaglia mai. Chi sa correggersi riceve solo applausi.

Concludendo e salutandovi, vi aspetto nel 2021 in una sede totalmente nuova grazie alla costruzione in quest’area di una struttura polifunzionale capace di attirare grandi eventi fieristici e manifestazioni internazionali ed estremamente performante dal punto di vista energetico, per la cui realizzazione ringraziamo la Regione, la Camera di commercio e il Governo.

Vi auguro una meravigliosa permanenza e un’indimenticabile esperienza a Ravenna!

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