giovedì 3 gennaio 2019

La mia intervista fra fine 2018 e inizio 2019 su Il Resto del Carlino

GIRO DI BOA per il sindaco Michele de Pascale: da oggi inizia la seconda parte del mandato amministrativo avviato nella tarda primavera del 2016.

Sindaco, come giudica questi primi due anni e mezzo?
«Nessuno ha diritto di giudicarsi da solo. Il voto più importante è quello che esprimono gli elettori.
Rispetto agli obiettivi di mandato sono soddisfatto. Per quelli di più ampio respiro siamo nella tempistica».

Un paio di questi obiettivi?
«Da una parte il progetto hub portuale, sicuramente l’ elemento che ha richiesto più impegno. Poi la chimica: nel 2016, all’ atto dell’ insediamento della mia giunta, il settore era su un binario abbandonato anche per scelte di carattere nazionale, ora ci sono nuove prospettive. E anche i servizi alla persona, abbiamo cercato di potenziarli riducendo i costi per chi vi accede, a partire dalla scuola per l’ infanzia».

Se nei dieci anni che hanno preceduto il suo inizio di mandato fosse stata programmata qualche importante opera (dalle ferrovie ai collegamenti stradali) e sviluppato progetti (in materia di turismo, ad esempio) forse oggi lei non dovrebbe pianificare pressoché da zero la programmazione della città. E’ così?
«Il Paese ha dimenticato il Nord Est e proprio ora che l’ Europa si volge economicamente verso l’ Oriente si vede come le infrastrutture siano carenti in quest’ area. Scontiamo un ritardo grave, per Ravenna è un tema strategico. Gli ultimi 10/15 governi che si sono succeduti hanno fatto nulla o poco in questo senso. E anche le prime mosse dell’ attuale governo non spingono all’ ottimismo.
Mi sembra che l’ attuale ministro alle Infrastrutture non stia facendo scelte oculate».

Cmc, Tozzi Sud, il loro indotto. La crisi non è superata.
«La crisi è ancora forte e costruzioni e offshore sono fra i più colpiti. Parliamo di due aziende con grandi tradizioni e che hanno al loro interno le competenze per risollevarsi, l’ impegno di tutti, dal Comune al Governo, deve essere assoluto. Abbiamo ovviamente anche aziende che assumono e investono, Pir, Bunge, Marcegaglia, Sapir, Rosetti Marino, Fratelli Righini, OC, Yara solo per citarne alcune, sperando che a queste si aggiunga finalmente Versalis».

In questo ultimo anno cosa le ha dato più soddisfazione?
«Sicuramente l’ inaugurazione di Classis, un evento storico, e la posa della prima pietra della scuola di Lido Adriano. E, a fine anno, l’ arrivo di 1,5 milioni per trasformare una parte dell’ ex caserma Alighieri in un grande parco verde e l’ afflusso turistico tra Natale e Capodanno».

Sicurezza: è certamente uno dei tasti più sensibili per i cittadini. I furti nelle abitazioni, ad esempio, non sono un bel biglietto da visita.
«Da parte nostra non c’ è nessuna ambiguità: sicurezza, sviluppo e solidarietà sono i pilastri del nostro programma. A noi non interessano i tweet, ma ricordare che nessuno ha investito come Ravenna nell’ aumento dell’ organico della polizia municipale e nelle dotazioni tecnologiche. Il furto in abitazione è un reato odioso per il quale andrebbero rese più severe le pene. Chi lo commette dovrebbe avere la certezza di scontare anni di carcere».
Strade: la Ravegnana diventerà il simbolo delle difficoltà ravennati di programmare una corretta viabilità locale.

Quando i lavori su fondali e logistica portuale saranno ultimati e arriveranno più merci, come si muoveranno verso Nord?
«È una domanda che richiede tre tipi di risposta. Primo tema: seguiamo quotidianamente l’ accordo di programma con l’ Anas perché investa i 100 milioni di euro che ha già a bilancio per la grande viabilità ravennate ovvero Classicana, Adriatica e connessione con la Romea. Secondo tema: per noi è strategico il Passante a Bologna, non ‘di’ Bologna. È l’ unica opera che può migliorare il collegamento verso Nord e può essere realizzato in tempi brevi, ma il Governo non è d’ accordo. Terzo tema: il completamento della statale 16.
La variante di Argenta sta per approdare al Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ora si faccia almeno la variante di Mezzano. Al netto del fatto che resto un grande sostenitore della E55, degna di un paese moderno. E vengo alla Ravegnana. Certe mie parole sono state fraintese e non mi riferisco a questo giornale. È più che evidente che la nuova Ravegnana Ravenna-Forlì sarebbe auspicabile, ma non mi va di prendere in giro i cittadini. Il costo sarebbe elevatissimo, con espropri continui. L’ unica possibilità è che il Governo ne faccia un tema proprio. Porrei una riflessione sui limiti di carico. Oggi sulla Ravegnana transitano mezzi pesanti che potrebbero invece viaggiare sulla E45. Da questo mese di gennaio parleremo con Anas per distinguere il traffico locale da quello a lunga percorrenza».

Ferrovie: cosa non ha funzionato nel trovare un punto di incontro tra la velocizzazione della tratta Ravenna-Bologna e la non penalizzazione delle località minori?
«Il territorio chiede in maniera compatta due linee di servizio, al pari dell’ Emilia. Una che fa tutte le fermate, come fosse una metropolitana, l’ altra che collega più velocemente Ravenna a Bologna con una o due fermate. La nostra richiesta è stata mal tradotta, perché sono state soppresse fermate che invece dovevano restare e inoltre c’ è stato un cambio di orario che ha provocato problemi agli studenti».

Cambierà qualcosa?
«Vengo ai rimedi. Entro gennaio verranno apportati correttivi che rimarranno in vigore fino a fine anno scolastico. Nel frattempo si lavorerà sul progetto delle due linee come in Emilia, lì convivono treni veloci e treni che fanno tutte le fermate.».

Porto: sappiamo che il 2019 sarà un anno decisivo per il progetto hub portuale. Intanto è in atto tra i terminal una guerra delle tariffe che minaccia i bilanci. Quale fine ha fatto la proposta di acquisto di Sapir nei confronti di Setramar?
«Sulle tariffe sento molta preoccupazione anche perché quando scendono molto
penalizzano la sicurezza delle persone
e delle merci. Come amministrazione comunale non ci siamo mai occupati delle vicende interne ai terminal. In ogni cas
o non mi risultano novità».

Non c’ è sindaco della Romagna che non critichi l’ Ausl per un motivo o per un altro. I problemi sono irrisolvibili?
«Dobbiamo tenere presente che la sanità è sottofinanziata, inoltre a livello nazionale sono stati compiuti errori colossali nella gestione del personale fino a non avere sufficienti professionisti sanitari. A tutto questo aggiungiamo gli errori commessi qui in Romagna. Il problema della Medicina interna a Ravenna, ad esempio, spero si risolva con nuove assunzioni e lo sdoppiamento delle unità operative e la nomina dei rispettivi direttori. Quando è nata l’ Ausl Romagna ci si è focalizzati sulle specializzazioni, ma così si è esagerato. La concentrazione doveva riguardare le alte specializzazioni, solo quelle. Ravenna pretende di poter soddisfare il 95% delle prestazioni sanitarie. Inoltre, vi è un ritorno di interesse per servizi sanitari diffusi, penso alle case della salute, ma anche gli ospedali di Faenza, Lugo e Cervia chiedono più attenzione. In questi ultimi anni c’ è stato troppo verticismo, bisogna dare segnali di cambiamento. Mi piacerebbe che il 2019 fosse l’ anno del salto di qualità nei rapporti tra Irst e Ausl per quanto concerne le malattie oncologiche. L’ integrazione è necessaria e finora non ha funzionato».

Come si trova ad amministrare la città con una maggioranza diversa da quella del governo?
«Personalmente, ovviamente, questo governo è distante anni luce dai miei valori ma sono un sindaco della Repubblica, quindi sono convinto che né l’ amministrazione comunale né il governo debbano essere ‘di parte’. Ho incontrato il ministro della Cultura, Bonisoli, e sono rimasto molto soddisfatto, così com’ è accaduto in passato con Franceschini. Lo stesso non posso dire dei rapporti con Toninelli rispetto a Delrio. Apprezzo di più le scelte di questo governo sulle Province che non quelle di precedenti esecutivi. Ho difeso l’ Imu sulle piattaforme e i fondi delle periferie con la stessa decisione e gli stessi positivi risultati. Sul piano locale ho lavorato affinché il progetto hub portuale, per la sua strategicità, ottenesse un consenso allargato. L’ opposizione, che in parte è forza di governo nazionale, ha risposto e ho ringraziato. Anche grazie a questo, a Roma c’ è stata collaborazione per non far rientrare il progetto della portualità tra quelli che andavano rivisti».

E’ stato mai sfiorato dall’ idea di candidarsi alle primarie del Pd?
«Bisogna avere misura di se stessi. È un pensiero che non ho mai avuto. Sto aiutando Zingaretti perché lo ritengo la persona giusta per risollevare il Pd».

Un pensierino alle prossime elezioni Europee?
«Periodicamente viene fuori la storia che dovrei candidarmi a questo posto o a quell’ altro. Resto qui».

Cosa si augura per l’ anno appena cominciato?
«Il mio augurio è di mantenere la nostra identità di città laboriosa, coraggiosa, attenta alla cultura e alla solidarietà perché da qui si trae la grinta per affrontare le difficoltà. E dobbiamo mantenere la coesione che ci ha sempre contraddistinto. Per me è sempre stata la cosa più importante».

Da Il Resto del Carlino 02/01/2019

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

TAGS