giovedì 13 aprile 2017

Eni presenta a Ravenna il piano investimenti 2017–2020 nell’upstream e nella chimica. 2 miliardi per il settore offshore. La città si conferma il cuore nevralgico di Versalis, 130 milioni per un nuovo impianto ad alta tecnologia

Rispondendo ad una nostra specifica richiesta fatta in occasione dell’OMC all’amministraztore delegato Claudi Descalzi, il 10 e l’11 aprile i vertici di Eni sono venuti a Ravenna, nella spelndida cornice della Sala dantesca della Biblioteca Classense per presentare, nella prima giornata, il piano investimenti e le attività upstream e, nella seconda per fare il punto sulla chimica.

Prima giornata dedicata all’offshore

Per Eni è Ravenna il cuore del distretto centrosettentrionale da cui rilanciare gli investimenti in un quadro di completa sostenibilità ambientale.I vertici di Eni hanno presentato nel dettaglio il piano degli investimenti che prevede 2 miliardi di euro in progetti offshore nell’area di Ravenna.
La stessa presentazione è stata fatta agli stakeholder internazionali e nelle piazze finanziarie mondiali, da Londra a New York. Questo rende bene l’idea della strategia che Eni vuole mettere in campo. Si tratta di un’idea che mette al centro Ravenna e di una risposta significativa ad una nostra precisa richiesta.
Non c’è posto migliore di Ravenna per investire nel ciclo integrato, perché in questa città ci siamo da 60 anni, ci sono amministratori seri e imprese tra le migliori al mondo. Ravenna può davvero diventare un laboratorio nazionale della nuova politica energetica” ha affermato Antonio Vella, capo mondiale del settore Upstream di Eni.
In 65 anni di attività il distretto ha acquisito una lunga e profonda tradizione di competenze, professionalità, tecnologie, infrastrutture e un indotto di elevata qualità che lo rende strategico per il rilancio della produzione nell’era delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale.
Il ciclo dei processi da cui ha origine la produzione di gas è un fattore chiave di crescita per il territorio e per Eni che, intenzionata a riguadagnare in maniera competitiva e sostenibile i valori produttivi di dieci anni fa, s’impegna ad avviare a Ravenna le attività di decommissioning, cioè di quel complesso di azioni teso alla dismissione delle piattaforme e della loro riconversione in presidi di studio e ricerca per l’adozione di tecniche innovative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili.
Abbiamo avuto dunque risposte da Eni che vanno anche al di là delle aspettative. Come amministrazione comunale abbiamo lavorato tantissimo insieme alla Regione Emilia-Romagna per cercare di ottenere nel tempo più breve possibile un quadro normativo certo. Questo quadro ora c’è e credo che possiamo finalmente guardare con ottimismo il futuro, non solo nel consolidare ciò che già esiste, ma anche nel pensare ad un grande rilancio, cogliendo a pieno la disponibilità di Eni ad investire.
Ravenna ha un’esperienza in attività marittime dal 27 a.C. quando per volere dell’imperatore Ottaviano Augusto divenne una città portuale, inoltre ha una delle aree portuali più grandi d’Italia e dunque anche la sfida per il decommissioning troverà a Ravenna non solo tutte le competenze necessarie, ma anche tutti gli strumenti urbanistici e la disponibilità di spazi per poter sviluppare queste ulteriori filiere industriali.

Il mio discorso di conclusione della prima giornata

Seconda giornata dedicata alla chimica


Anche per la chimica le prospettive sono buone per Ravenna, soprattutto rispetto ad un anno fa, si è parlato infatti di nuovi investimenti e ricerche.
Abbiamo fatto ad Eni tre richieste specifiche che hanno ottenuto tutte risposta positiva

  1. Un impianto tecnologicamente avanzato per produrre gomme ad alta tecnologia
    La prima richiesta riguarda una riflessione sulle politiche industriali, che non interessa solo il polo chimico di Ravenna, ma in generale tutta la produzione industriale italiana; abbiamo bisogno di collocare i nostri prodotti su un target tecnologico di qualità più alto: dunque anche per il comparto chimico di Ravenna vediamo prospettive di sviluppo nell’innovazione tecnologica.
    Questa visione riguarda in primo luogo le attuali linee di prodotto, quindi la realizzazione di gomme di nuova generazione che possano aumentare anche di tre o quattro volte il loro valore commerciale; in particolare pensiamo alle gomme funzionalizzate e sbr solution che in futuro occuperanno una quota sempre più alta del mercato.
    A seguito della nostra richiesta Eni ha annunciato un investimento da 130 milioni per convertire uno degli attuali impianti di Ravenna in un impianto pilota per produrre gomme ad alta tecnologia.
  1. Differenziazione di attività e prodotti
    Attualmente siamo molto dipendenti dal mercato dei pneumatici, c’è bisogno di differenziare; Eni ha confermato questa visione presentandoci una serie di attività e di prodotti diversi che potranno essere realizzati a Ravenna.
  1. Economia circolare
    Abbiamo proposto di creare un coinvolgimento importante per tutto quello che riguarda l’economia circolare, ovvero sul tema del riuso e la rigenerazione delle materie, anche in connessione con altre realtà industriali del nostro territorio che lavorano sulla filiera del rifiuto. Su questo argomento in particolare Eni ha annunciato un progetto di ricerca, da realizzare a Ravenna, che chiuderebbe il ciclo del pneumatico, consentendo un’attività di trattamento dei pneumatici esausti, riconvertendo la gomma per reinserirla nel ciclo della produzione. 

Il passato, il presente e il futuro di questa città sono intrecciati alla chimica. Veniamo da un momento complicato e l’essere arrivati qui a ragionare di futuro, di visione e di quali investimenti fare sul nostro territorio è davvero una conquista importante.
In questo scenario vogliamo dare un contributo sostanziale, perché abbiamo la convinzione che tutto l’indotto della chimica, i lavoratori, il know-how e i tanti progetti formativi dedicati, facciano di Ravenna un luogo che ha una marcia in più in questo settore, in grado di interpretare il cambiamento per cogliere la sfida dell’innovazione e della ricerca per nuove visioni e nuove prospettive di crescita.

 

Con Eni ci siamo lasciati con l’impegno di rincontrarci nel mese di dicembre, per fare nuovamente il punto sugli sviluppi dei progetti annunciati durante queste due straordinarie giornate.

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